Miriam Tritto è nata in provincia di Pavia il 29 agosto del 1984.

Una volta conseguito il diploma di Liceo Artistico, si iscrive all’Università Statale di Milano e si laurea in Storia dell’Arte; parallelamente studia arpa al Conservatorio di Pavia.

Prosegue gli studi in Filosofia, interrompendoli per riprendere il suo percorso artistico all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo aver approfondito le tecniche pittoriche (in particolare quella dell’affresco), trova un ambiente ideale all’interno del dipartimento di Scenografia, dove la sua passione per le arti visive, musicali e letterarie vivono congiunte.

Infine si specializza a pieni voti con una tesi incentrata sul tema dell’utopia, teorizzando la possibilità di un teatro ad essa dedicato. Elabora in quest’occasione un’ipotesi di spettacolo incentrato sul viaggio immaginario, curandone non soltanto gli aspetti visivi, ma anche quelli relativi alla regia e alla drammaturgia.

Nel corso degli anni avvia una propria attività nell’ambito della decorazione e partecipa alla 54a Biennale di Venezia del 2011 curata da Vittorio Sgarbi, affiancando il maestro Sorrentino nella realizzazione di una colonna affrescata dedicata al Sol Invictus. Apprende contestualmente le tecniche della ceramica e partecipa alla creazione delle sculture presentate nel 2014 durante la mostra “Rosso Armeno, il quotidiano fantastico”, tenutasi presso il Castello di Grumello (BG) con la curatela di Philippe Daverio.

Negli anni successivi si specializza in illustrazione allo IED di Milano e torna a dedicarsi alla pittura e all’attività espositiva. Riprende la ricerca sulle tematiche legate al mito, al simbolo e alla letteratura, tenendo come riferimento costante la tradizione pittorica rinascimentale, del Seicento napoletano, del Neoclassicismo e del Simbolismo, con particolare curiosità verso i Preraffaelliti e i Surrealisti.

Come veicolo espressivo predilige le tecniche legate alla pittura tradizionale come l’olio e la tempera, il disegno al tratto, realizzato a china o a grafite, il pastello e la sanguigna. Nell’approccio ai colori e ai supporti pittorici cerca di rispettare una meticolosa preparazione come da manualistica antica, miscelando ai medium i pigmenti naturali al fine di ricreare un ambiente di lavoro che mantenga una continuità con il passato.